Laboratori di teatro pedagogico: meglio all’esterno o in un ambiente chiuso?

da | Giu 15, 2022 | Teatro | 0 commenti

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ScenikaLab si occupa di mettere in scena dei laboratori di teatro pedagogico. Laboratori che abbiano al centro tematiche di vario genere, come quelle che partono dall’educazione Green all’importanza delle emozioni e dei cambiamenti di status, dal dialogo interculturale al concetto di integrazione.

Gli argomenti focus sono concordati con la struttura scolastica di riferimento, in base agli obiettivi richiesti. Recentemente abbiamo ricevuto la richiesta di attivare anche dei corsi in lingua inglese, oppure laboratori legati al tema del giardinaggio, e così via.

Il teatro pedagogico è permeato di molteplici occasioni di relazione e contatto con l’utenza giovanile. Infatti i nostri laboratori si rivolgono specialmente alle scuole, di ogni ordine e grado.

ScenikaLab organizza:

  • percorsi personalizzati con temi scelti ogni volta dalle scuole;
  • percorsi legati al tema del riciclo e del consumismo all’interno del progetto Green Tour.

Ma in quale ambiente opera l’educatrice pedagogico-teatrale?

L’ambiente e il setting

Scegliere l’ambiente idoneo per svolgere i percorsi laboratoriali è molto importante per assicurare uno svolgimento ottimale dell’attività.

Il laboratorio, personalizzato o legato al Green Tour, deve essere collocato in uno spazio definito, circoscritto e misurabile.

Risulta importante creare una zona adeguata e confortevole affinché si configuri come spazio protetto. Uno spazio in cui i bambini e i ragazzi possano esprimersi senza giudizio, vergogna o timidezza. Un luogo dove ci si può sentire ispirati e coinvolti nell’attività.

Non bastano la bravura e la capacità dell’educatore, la definizione dello spazio è fondamentale per l’attivazione concreta del progetto.

Luoghi chiusi o luoghi all’aperto

I laboratori di ScenikaLab possono essere strutturati in entrambi i contesti.

1. Luoghi chiusi

All’interno della struttura scolastica è opportuno scegliere uno spazio sgombro da tavoli e sedie. L’aula stessa libera oppure un luogo simile all’aula di psicomotricità, di musica o al salone dove vengono solitamente effettuate attività destrutturate.

Lo spazio verrà allestito con oggetti, scenografie o materiali didattici utili al laboratorio previsto. L’importante è che ci sia lo spazio sufficiente per far muovere fisicamente gli alunni e condurre attività propedeutiche teatrali.

Pro: conoscenza della struttura in ogni sua parte, facilitazione dell’utilizzo dei materiali, utilizzo (in caso di bisogno) della lavagna o delle casse audio per sentire la musica.

Contro: spazi spesso piccoli e poco funzionali all’attività in corso, rumori provenienti dalle altre aule.

2. Luoghi all’aperto

Utilizzare gli spazi aperti del giardino scolastico può risultare interessante agli scopi del laboratorio, soprattutto in riferimento al Green Tour, in supporto del fatto che tratta di tematiche ambientali.

Infatti il bel tempo ha promosso il Green Tour all’aperto in una scuola dell’infanzia: i bambini sono stati accompagnati all’esterno delle mura scolastiche, in uno spazio circoscritto del giardino quasi simile a un anfiteatro. La posizione circolare, l’ampio spazio e la leggera brezza primaverile sono risultati degli ingredienti utili alla buona riuscita del laboratorio stesso.

In giardino è tutto sempre diverso. Forse perchè non esistono mura intorno, ma uno spazio ancora più grande all’orizzonte.

Questa apertura fisica genera apertura mentale.

All’aria aperta ci si sente bene e il laboratorio di teatro pedagogico non ne soffre di certo. Naturalmente si pensa alla stagione primaverile per far muovere un pensiero organizzativo in tal senso.

Pro: usare spazi ampi di manovra, sentirsi più leggeri e liberi a contatto con la natura.

Contro: pericolo della disattenzione per alcuni bambini o ragazzi che, al di fuori dal contesto scolastico conosciuto, tendono a far calare l’attenzione.

 

Conclusione oggettiva o soggettiva per la scelta dell’ambiente?

Non c’è una soluzione certa e sicura per ciascuno, qualsiasi decisione andrebbe calibrata secondo la specificità della classe o della tipologia dei casi difficili.

Lo spazio interno e lo spazio esterno hanno diversi tipi di particolarità che possono essere scelti dalla docente di riferimento. È pur vero che, al di là di qualunque funzionalità, la scelta solitamente ricade sullo “spazio disponibile” in quel momento temporale e in quella data specifica.

Importante è permettere alle classi di muoversi nello spazio, abitare lo spazio con i propri corpi e le proprie menti. Come anche l’importanza di creare relazioni nuove grazie ad attività nuove, pratiche, creative e sperimentali.

Oggettivamente si cerca lo spazio libero, soggettivamente si cerca lo spazio funzionale.

Non sempre purtroppo le due cose coincidono.

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